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Il mistero del visibile _ le fotografie di Stephen Roach a Casa Monica

Shutter

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Quiver

Anche quest’anno, in concomitanza con Arte Fiera, CASA MONICA ospita i lavori di uno degli artisti che frequentano il ristorante e che, fra la degustazione di un flan e di un bicchiere di vino, parlando di viaggi e di cucina, è diventato un amico.
STEPHEN ROACH è un artista australiano che vive da 30 anni in Italia,  avendo scelto come molti anglosassoni le bellezze di quello che loro chiamano familiarmente Chiantishire in Toscana, ma che, per lavoro o per diletto, è spesso ospite nella nostra città.

STEPHEN ROACH è un fotografo o, come ama dire di sé: “lavoro con delle fotografie”. E questo suo lavoro lo ha portato in ogni angolo del pianeta per cogliere nell’istante dello scatto, con la sua sensibilità del tutto particolare, una realtà affascinante e misteriosa.

“Le immagini di Stephen Roach non mostrano infatti l’invisibile o irreale, ma il mistero del visibile. Si nutrono di ambiguita’ e duplicita’, rappresentano qualcosa che sfugge, che ha a che fare con il reale e al contempo con il mondo incerto e fuggevole delle emozioni, dei sogni, dell’inconscio. Come accade nei romanzi di Jorge Luis Borges realita’ e finzione, immaginario e percezione cosciente divengono indistinguibili, s’intricano l’uno nell’altro ponendosi come presenze parallele, interdipendenti. Grazie alle sue immagini veniamo cosi intrappolati in un seducente gioco di specchi dove la bellezza si rovescia in inquietudine e la natura diviene metafora dei lati oscuri del nostro essere. Niente nelle sue immagini e’ definitivo, afferrabile. Esse si moltiplicano tra continui rimandi e metamorfosi fino e generare immagini future, alludono ma dicono nulla, evocano situazioni sempre sul punto di accadere ma forse non accadranno mai.” (Gigliola Foschi)

STEPHEN ROACH in oltre trent’anni di lavoro ha esposto in personali oltre a Sydney, la sua città natale, anche a  Brisbane e Perth in Australia; Tokyo, Yokohama e Kyoto in Giappone; New York, Denver e Palm Beach negli Stati Uniti; Ahmedabad in India; Amsterdam e Rotterdam in Olanda; Parigi, Barcellona, Colonia in Europa e, naturalmente in molte città italiane da Milano a Napoli, da Roma a Venezia.

Le fotografie di STEPHEN ROACH saranno esposte a CASA MONICA da mercoledì 23 gennaio a tutto il mese di febbraio 2013.

Knot

Bikaner

isfahan

Stephen Roach

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Straccetti di maialino speziati

buona1

Preparazione del mix di spezie per la marinatura del maialino.

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La spesa delle zucche a Porto Maggiore (Ferrara)

zucche

La spesa

La crema di zucca

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di | gennaio 20, 2013 · 5:44 pm

Nuovi piatti in cucina

Strozzapreti al ragù di salsiccia con radicchio rosso e mandorle tostate.
Tutti fatti a mano, uno ad uno, da Dario.

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Spezie dal Madagascar

Il pepe rosa, la vaniglia e la nostra amica Cecca sono arrivati al ristorante direttamente dal Madagascar!

Il pepe rosa è indispensabile per i nostri secondi di pesce. La vaniglia è’ l’ingrediente fondamentale per la salsa del tortino al cioccolato.

Pepe Rosa e Vaniglia

posted by Ristorante Casa Monica

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“Sacro Cuore di Gesù”… di marzapane

È capitato spesso (e con gioia) di cenare tutti insieme nella bellissima terrazza di Elvio e Tiziana, nel centro storico di Trapani, cucina a quattro mani così come si fa in vacanza. Una sera Tiziana ha invitato due signorine vicine di casa che ci hanno portato il “Sacro Cuore di Gesù”, una scultura di marzapane (comprato ad Erice, piccolo paese di montagna proprio sopra Trapani) che solo una vera pasticceria siciliana può fare. Peccato che era così bello che Tiziana non l’ha voluto violare…!

posted by Ristorante Casa Monica

“Sacro cuore di Gesù” – scultura in marzapane

Erice -centro storico

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Pesce spada con fichi e zafferano

In agosto a Trapani andavamo spesso a mangiare alla “Trattoria del Corso” in Coso Italia. In cucina la cuoca Letizia, bravissima, giovane e siciliana, in sala il marito Puccio. Lì ho mangiato pesce sempre freschissimo e un ottimo pesce spada con fichi e zafferano, ora non è stagione ma prossimamente sarà nel nostro menù.

posted by Ristorante Casa Monica

Pesce Spada con Fichi e Zafferano – Pistilli di Zafferano – Fichi

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Il sale di Calcara

A fine agosto io e Daniele con Elvio e sua moglie Tiziana, abbiamo visitato la Salina Calcara. La riserva è bellissima ed è possibile ammirare dall’interno uno dei mulini. Dall’anno 1000 alla prima guerra mondiale le saline sono state una importante risorsa per l’economia trapanese, oggi è riserva naturale affidata al WWF e sono state rilanciate le attività di produzione e lavorazione del sale, questo è il periodo della raccolta e ne abbiamo comprato un po’ per il ristorante.

La Salina di Calcara (1)

La Salina di Calcara (2)

La raccolta del sale_La Salina di Calcara (3)

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Nella cucina del pittore

Pirro Cuniberti “Dalle cronache del mio Orto”_Disegno su carta

Da: “Dalle cronache del mio orto” 1979. Pirro Cuniberti.

Dipingere è facile e divertente come cucinare.

Cominciamo dagli ingredienti: inchiostro di china (nero):  grafite (durezze H eHB); colori (sotto forma di matite colorate, pastelli di cera, acquerelli, tempere); colle (servono per ottenere misteriose trasparenze e tonalità singolari); vernici (servono per incolalre).

Le superfici devono essere piane (per il confort), lisce (penne e pennelli scorrono più veloci e con meno attrito; da ciò risparmio di tempo, di punte e di peli); le superfici, inoltre, devono essere piccole (l’osservatore, com un solo sguardo, da pochi centimetri di distanza, abbraccerà l’opera nella sua totalità, evitando cos’ un’inutile dispersione di energie). Gli strumenti: penne, pennini e pennelli (bisogna averne tanti, ma se ne usano tre); squadre, righe e compassi (fregarsene del parere, anche se autorevole, di Jean- Auguste-Dominique Ingres, nettamente contrario all’impiego di questi mezzi diabolici).

Concepimento dell’opera: pensare al soggetto da realizzare.
Ecco una decina di possibili argomenti di rappresentazione:

– I suoni di una sorgente che sgorga fra i parallelepipedi A e B.

– Dialoghi di bruchi su di una mensola ben progettata.

– Pennellate  e segni inutili (se ne fanno tanti) raccolti in piccoli musei di m 21×29.7.

– I giochi del vento su di un crinale e i suoi rapporti con un palo rosso e un albero solitario.

– Rumori e fatiche di quattro germogli nell’intento di raggiungere la superficie di una terra.

– Festa di un triangolo, grigioverde, di trentacinque centimetri.

– I difficili dialoghi tra due nubi e un aeroporto.

– Bottiglia contenente notevoli tracce di “A”.

– Favola per adulti con caminicannoni, fumanti, che sparano numeri telefonici.

– Merlatura guelfa insidiata da un centinaio di piccole virgole grige, rigorosamente numerate di rosso.

La realizzazione; è la fase più entusiasmante anche la più delicata. Iniziare con esercizi di respirazione (leggere un paio di pagine de Lo Zen e il tiro con l’arco di Eugen Herringel) quindi, rilassati, dare inizio all’esecuzione dell’opera.

Ecco, come esempio, due tecniche d’impiego dei mezzi di espressione:

– Prendere con il pollice e l’indice della mano destra un pastello bianco, ripetere il gesto con la mano sinistra e un pastello nero, quindi sfregarli l’uno con l’altro; fatto questo, colpire, con una certa violenza, la superficie con uno o entrambi i pastelli, mantenendo un angolo d’impatto di 85 gradi (nel corso di questa azione pittorica è doveroso e proficuo rivolgere il pensiero a Ben Nicholson).

– Prendere una matita per la parte opposta a quella che segna e, stringendola lievemente, farla saltellare sul foglio con moto rotatorio oppure guidarla su itinerari prestabiliti con rigore o temerariamente affidati al caso o alla fortuna (in rapporto alla impostazione data al lavoro non sarà male, in questa circostanza, rivolgere il pensiero a Joesph Mallord William Turner o a Isadora Duncan).

Servire a mano senza cornice.

Pirro Cuniberti.

Pirro Cuniberti “Dalle cronache del mio Orto” (copertina)

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